Riparare
Nel mio modo di lavorare la riparazione occupa un posto di fondamentale importanza. In un atelier come questo, dove la produzione di sculture di creta è ricchissima e nel quale non ci sono attrezzature sufficienti per custodire ogni lavoro in maniera protetta, è frequente purtroppo che gli oggetti subiscano danni.
Ma
l’occasione diventa preziosa per trasmettere ai ragazzi il valore della
riparazione facendo funzionare la metafora che dal lavoro sui materiali
passa al lavoro su se stessi.
Dare valore
In
questi anni di lavoro in uno spazio così tanto frequentato e così
affollato di opere prodotte dai ragazzi, mi sono abituata a guardare la
scultura che sta nascendo nelle mani del suo autore già pensando alla
sua migliore collocazione. Cartone dipinto, scatole di varia misura,
contenitori di tutti i tipi non mancano mai, ed in genere cerco di
sistemare l’oggetto prodotto in modo da proteggerlo e da darvi il
massimo valore possibile. Quando la situazione lo permette cerco la
soluzione subito, prima ancora che l’opera sia completata. Come nel
caso di queste lacrime di creta, sistemate immediatamente
nell’involucro di un cioccolatino… Due minuscoli pezzetti di creta si
sarebbero presto “persi” tra cento altri, ma due gocce collocate in un
improvvisato portagioie sono diventate due gioielli.
Recuperare
Niente
si butta senza pensarci su, senza immaginare se quella cosa o
quell’avanzo di materiale non possa offrire un’altra opportunità. Anche
questo è un messaggio destinato ai ragazzi, non tanto sullo spreco
quanto sulle infinite possibilità di utilizzo delle cose che, anche
quando sembrano arrivate al capolinea, spesso possono ancora darci
qualcosa.
Ancora una volta l’invito è a non arrendersi, a guardarsi dentro
trasformando in nuova vita quello che consideriamo da buttare o finito
per sempre.